Gli ecosistemi non sono entità statiche ma dinamiche cioè sono in continua evoluzione. Hanno la capacità di autoregolarsi cioè cambiano mantenendo al proprio interno condizioni di equilibrio. A causa dell’attività dell’uomo gli ecosistemi sono profondamente cambiati o sono stati addirittura stravolti. Spesso le comunità che costituiscono gli ecosistemi vengono sottoposti a stress dalla civilizzazione dell’uomo fino alla loro totale o parziale distruzione. Molte aree mondiali non sono più ricoperte dalla vegetazione naturale, ma da strade, fattorie o edifici. Non sempre è colpa dell’uomo vi sono eventi naturali che modificano l’equilibrio dell’ecosistema.
Dopo che un comunità è stata distrutta o modificata, l’area si trasforma attraverso una serie di successioni. Questa evoluzione prende il nome di successione ecologica, nella quale l’ecosistema evolve attraversando diversi stati intermedi per poi raggiungere uno stato finale di maturità ad elevata stabilità chiamato comunità climax, una comunità stabile ed autosufficiente che si sviluppa in armonia con il clima e le caratteristiche della regione. Una successione ecologica si basa sul fatto che gli organismi, ad ogni stadio della successione stessa, modificano l’ambiente, rendendolo più favorevole per alcune specie e meno per altre.
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| Successione ecologica |
La successione che inizia su un’area sterile (duna di sabbia, letto di lava) è denominata successione primaria, mentre con il termine successione secondaria si indica lo sviluppo di comunità in luoghi precedentemente occupati da comunità ben sviluppate (campi coltivati abbandonati, foreste abbattute, ecc.).